Veneto-marocchina si racconta a Radici

Su Rai3 la storia di Kaoutar Badrane, una donna tra due culture differenti

Prima donna marocchina a esercitare l’avvocatura in Italia, Kaoutar Badrane, è stata la protagonista della puntata di Radici di venerdì 3 novembre su Rai3. Avvocatessa veneta di origine marocchina, ha raccontato la sua vita tra due mondi e culture diversi, che però fanno parte di lei.

Nata in Marocco e cresciuta in Veneto da quando suo padre decise trent’anni fa di emigrare in Italia, si sente sia marocchina che veneta e non può cancellare nessuna di queste due identità. “Mio padre mi disse: «Parto per l’Italia»” – racconta Kaoutar a Davide Demichelis, autore del servizio –, “È Stata dura, ma ha fatto la scelta giusta per noi, per tutta la famiglia”. Da qualche anno però i suoi genitori e i suoi fratelli si sono trasferiti tutti a Bruxelles e lei è rimasta a Bassano del Grappa col marito e i tre figli. Qui si occupa di diritto familiare e di casi di separazione fra coppie miste, ma si interessa anche dei diritti delle donne nei paesi del Maghreb, e in particolare delle donne marocchine. A marzo 2017 ha organizzato un convegno internazionale sui diritti delle donne nei paesi del Mediterraneo, con relatori giuristi e avvocati provenienti da vari paesi.

Il documentario di Radici ripercorre i luoghi della vita di questa donna che ha saputo creare la sua identità tra la cultura d’origine e quella di adozione, passando per le viuzze di Casablanca, le montagne di Marrakech e la quotidianità di Bassano del Grappa. In questo viaggio alla scoperta di sé, seduta davanti alla grande moschea Hassan II di Casablanca, si racconta a Demichelis: “Ritengo che le mie radici siano dove sono cresciuta. Buona parte della mia vita l’ho vissuta da piccolina, anche se ho pochi ricordi, qui in Marocco. Le mie radici, però, sono soprattutto venete, e sono molto orgogliosa di queste radici perché ho potuto anche scegliere le cose belle della mia cultura di origine e le cose belle della mia cultura di adozione”. E poi aggiunge: “Guai a toccarmi il mio accento veneto!”.

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Kaoutar Badrane insieme al giornalista Davide Demichelis (fonte Radici)

Nel documentario non sono mancati alcuni casi affrontati dall’avvocato, come per esempio una pratica di divorzio risolta, grazie anche alla collaborazione con una sua collega di Casablanca, mediante un accordo che stabilisce che i figli della coppia possano vivere in Marocco e passare le vacanze in Italia per vedere il padre. In questo modo si è potuto prevenire una situazione spiacevole per i minori.

Diversamente è successo in un’altra situazione, molto delicata e complessa: il ritorno dei minori Hafner in Italia. I bambini erano stati portati in Marocco dalla madre senza il consenso del padre; l’avvocato Badrane ha seguito la pratica di rientro di questi minori accompagnando personalmente il signor Hafner presso le autorità giudiziarie marocchine all’ambasciata del Regno del Marocco a Roma e poi a Marrakech. Facendo parte di un’équipe di giuristi e rappresentanti delle istituzioni, tra le quali l’ambasciata italiana in Marocco e l’autorità centrale del governo marocchino, Kaoutar ha avuto un ruolo fondamentale nella fase di rientro dei due bambini in Italia, fungendo da collegamento tra le autorità italiane e quelle marocchine per una migliore cooperazione, senza dimenticare il contributo della sua associazione Agami Dialogo Giuridico Interculturale, ottenendo anche un riconoscimento ufficiale da parte dell’On. Angelino Alfano.

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Kaoutar insieme a due giudici dell’ambasciata marocchina a Roma

Una famiglia internazionale quella di Kaoutar, che spesso si riunisce in Italia o in Belgio e una volta l’anno ritorna in Marocco, alle origini. Un incredibile esempio di come sia possibile vivere due realtà e due culture diverse, ma assolutamente complementari tra loro.

Saida Hamouyehy

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