VINCERE!

mil-manifesto2

L’oggi è mondano, vile e borghese. Si sa. D’altra parte logica del tutto comprensibile se pensiamo alla distruzione culturale attuata dal Regime Democristano-comunista nell’immediato dopoguerra prima e portata avanti, in seguito, dal porcile odierno riconoscibile nelle camere del Parlamento. La calcificazione dei cervelli e la zombificazione delle personalità è una delle tante grandi mosse che la demofarsa utilizza per incantare i propri adepti, renderli stupidi e togliere loro qualsiasi spirito critico che riesca ad andare “contro”.

 Come tutti sappiamo, però, ciò che non uccide fortifica. E’ per questo che oggi la nostra “razza” intende proseguire nella sua battaglia, ed è per questo che ci si ritrova in pochi a portare testimonianza di una fede pura, che mai potrà vacillare o venir meno. Insomma, pochi ma buoni.

 Ciò non toglie che lo scenario d’azione sia alquanto avvilente. L’ordine del giorno è determinato da un vuoto interiore, spirituale e politico, che lascia davvero grande amarezza.

 Vale per i giovani ma anche per i meno giovani; se da un lato manca solamente fiducia, dall’altro davvero ci si ritrova dinanzi a casi di catalessi psichica vera e propria.

 Televisione, musica, alcool, droga, divertimento: lo “sballo” di un mondo sovrastato da leggi orgiastiche dove il giovane si perde e cerca rifugio per scappare dal marcio sistematico di una società morta, adeguandosi, volente e troppo spesso nolente, ad essa.

 Il fardello della nostra missione politica che è spirituale oltre che fisica è la lotta quotidiana per ridare dignità a valori come la lealtà, la fedeltà, l’onore, il coraggio, il patriottismo, il combattimento. Valori sintetizzati nello sforzo di elevazione verso la liberazione, il percorso che potrà finalmente far risorgere la Civiltà Fascista.

 La consacrazione di questo nostro (a detta di molti utopico) proposito non deriva dallo svago giovanile della religione “Anti”.

La nostra battaglia è determinata e sorretta dall’imperativo categorico che dev’essere proprio di ogni uomo di Fede, non come comoda certezza, ma come meta da raggiungere ad ogni costo.

 E questo imperativo, da settantanni or sono, rimane e rimarrà lo stesso: VINCERE.

I Commenti sono chiusi