VIVERE UN PARTITO VUOL DIRE COGLIERE L’EMOZIONE DI UN’IDEA, ANCHE QUELLA CHE ALL’IMPROVVISO SEMBRA TRAMONTATA

VIVERE UN PARTITO VUOL DIRE COGLIERE L’EMOZIONE DI UN’IDEA, ANCHE QUELLA CHE ALL’IMPROVVISO SEMBRA TRAMONTATA

L’unica domanda da porsi, a questo punto, è dove stiamo andando. E se l’Assemblea del 19 maggio sarà davvero l’occasione per guardarsi negli occhi senza retropensieri.

Nella consapevolezza che stare in un partito vuol dire dirsele, se occorre, anche di santa ragione, con differenze che, comunque le si mettano, devono fondarsi sul rispetto delle ragioni per cui siamo nati.

Ho la certezza che il faro debba essere rappresentato da un altro modo di fare politica privo di finzioni e con molta concretezza.

Ci si assume la piena responsabilità dei risultati non sempre facili da accettare, ma tuttavia capaci di esprimere un sentimento popolare che nessuno può ignorare né manipolare.

Il riaffiorare, oggi, di una cultura da retrobottega ci consegna, però, un PD che torna a ciò che era prima della sua fondazione. Un passo indietro enorme, rispetto ai miglioramenti fatti.

Siamo in un agone tutto proporzionale privo di differenze, che privilegia le militanze gruppettare anziché quelle che intendono legarsi ad una visione, ammesso che ve ne sia ancora una.

Da iscritta molto vicino a Matteo Renzi, in questi anni ho colto il valore del coraggio.

Il coraggio di scelte difficili e distanti da quella logica del consenso che per decenni ha scandito il banale “tirare a campare”.

Un tratto distintivo che ha innalzato il livello del confronto, finalmente sui fatti e non sui “bisognerebbe fare” di antica memoria.

Serve, pertanto, un atto forte da parte di tutti a partire dai membri della stessa Assemblea per fortuna non tutti “big”.

Serve trasferire in questo consesso i sentimenti e le speranze coltivati negli ultimi cinque anni senza innamorarci dei personaggi del momento.

Perché vivere un partito vuol dire cogliere l’emozione di un’idea, quella che all’improvviso sembra essere tramontata.

I Commenti sono chiusi