VOGLIO COLTIVARE LA CANAPA…DA DOVE INIZIO?

Hanffeld, Piante Di Cannabis, Cannabis Sativa

Iniziare un’attività imprenditoriale non è cosa semplice e farlo sul nostro territorio lo è ancora meno, soprattutto in agricoltura.

Consiglio sempre a chi ricerca il mio parere, di diffidare di chi dice che lo sia, in particolare nel settore canapicolo e di farsi seguire da tecnici specializzati o unirsi alla gestione integrata di gruppi e cooperative serie che operano sul territorio con una mission concreta e costruttiva.

Quando si decide di affrontare un investimento nel settore della canapicoltura, le variabili da considerare sono di diversa natura, qualunque sia la destinazione finale dei prodotti.

E’ possibile ricondurre le variabili in questione a quei fondamentali aspetti  (legali, economici, agronomici ecc.) che se gestiti per tempo, ci consentono di evitare un bel po’ di problematiche.

Oggi, mi soffermerò su quelle che reputo essere le 3 variabili fondamentali legate all’ambito prettamente agro-pedoclimatico.

Tuttavia, prima di scendere nel dettaglio delle variabili da tenere bene a mente, ci tengo a fare una breve premessa. A mio avviso, la Canapa è una coltura agronomicamente sensibile (checchè se ne dica), e le tecniche agronomiche da attuare, nonché le misure di “soccorso” da attivare per rimediare ad un danno, vanno pianificate a monte. Il tutto, in concomitanza con la scelta del prodotto finale che si intende ottenere.

Ormai è risaputo che la canapa è considerato il “maiale vegetale” per la sua capacità di non produrre scarti che non possano essere lavorati, eppure bisogna definire quale sia il prodotto principale. Che si tratti del fiore piuttosto che del seme, questo va stabilito ancor prima di sporcarsi le mani.

Difatti, il successo di un impianto può essere determinato dalla buona gestione delle tre variabili principali, tra esse collegate:

1) la scelta delle cultivar, che varia in base alla destinazione del prodotto finale, alla disponibilità delle sementi sul mercato e a alla normativa di riferimento che, come già detto, attualmente limita tale scelta alle varietà inserite nel catalogo europeo delle semente certificate;

2) la valutazione del fondo agricolo di cui si dispone, mediante analisi specifiche volte a conoscerne la qualità in termini di struttura, tessitura, sostanza organica, ph ecc;

3) la gestione degli aspetti pedo-climatici che può differire a seconda del posizionamento geografico, dell’altitudine e dell’andamento climatico in senso stretto (temperature, precipitazioni, venti ecc.) dell’area interessata.

Successivamente gli aspetti su elencati saranno sviscerati ed approfonditi, il mio invito è quello di restate connessi ed eventualmente a scrivermi per informazioni e consulti al seguente indirizzo: mtbasciano@gmail.com

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