World Press Photo 2018

La Galleria Sozzani (Corso Como 10, Milano) ospita da sabato 12 maggio il World Press Photo, uno dei più prestigiosi premi fotogiornalismo del mondo. Il concorso, giunto ormai alla sua 61° edizione, valorizza i fotografi che nel corso del 2017 sono riusciti ad immortalare un avvenimento o un argomento di particolare rilevanza giornalistica.

I premi sono suddivisi in otto categorie, a loro volte distinte in foto singole e reportage. Le categorie scelte quest’anno sono: Attualità, Ambiente, Notizie generali, Progetti a lungo termine, Natura, Persone, Sport e Spot News.

La giuria internazionale, la cui composizione cambia ad ogni edizione, quest’anno era presieduta da Magdalena Herrera. Sono state esaminate un totale di 73.044 immagini scattate da 4.548 fotografi provenienti da 125 Paesi diversi.

Cinque fotografi italiani sono stati premiati: Giulio di Sturco con More than a woman (2°, Attualità); Luca Locatelli con Hunger Solution (2°, Ambiente); Francesco Pistilli con Lives in Limbo (3°, Notizie generali); Alessio Mamo con Manal (2°, Persone); Fausto Padovini con Omo Chang (2°, Progetti a lungo termine).

 

foto 1

Ronaldo Schemidt è il vincitore della foto dell’anno e primo premio della categoria Spot News con Venzuela Crisis. Il fotoreporter della Agence France-Presse il 3 maggio 2017 fotografa José Victor Salazar Balza, 28 anni, avvolto tra le fiamme. Teatro dell’episodio è Caracas: durante una manifestazione di protesta contro Maduro si sono verificati violenti scontri tra manifestanti e polizia. I leader dell’opposizione, nei giorni precedenti, avevano incitato la popolazione ad organizzare proteste di massa contro i provvedimenti antidemocratici del presidente. I dimostranti si sono presentati con maschere antigas e cappucci, pronti a lanciare pietre e ad appiccare incendi. Salazar ha preso fuoco in seguito all’esplosione del motore di una motocicletta, è però sopravvissuto all’incidente riportando ustioni sul 70% del corpo.

 

foto 2

Kevin Frayer, vincitore del 2° premio Notizie generali, ha raccontato una delle più grandi emergenze umanitarie degli ultimi anni. In seguito agli attacchi ai villaggi dei musulmani Rohingya, nel Myanmar e alla distruzione delle loro abitazioni, centinaia di migliaia di profughi hanno cercato rifugio in Bangladesh. Secondo l’Unicef, oltre la metà dei profughi era composta da bambini.

 

foto 3

Difficilmente le ragazze che vivono nell’arcipelago di Zanzibar imparano a nuotare, soprattutto a causa delle restrizioni della cultura islamica conservatrice e dell’assenza di costumi da bagni ritenuti decorosi. Ma nel villaggio di Nungwi, a nord di Zanzibar, il Progetto Panje offre alle donne locali l’opportunità di imparare a nuotare e ad eseguire salvataggi. Anna Boyiazis, 2° premio Persone, ha raccontato con immagini vivide e piene di colore questa storia unica.

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